Il 14 agosto ho scritto a Luciano Laremi (suoi commenti appaiono abbastanza spesso in questo blog):
Ti chiedo (chiedo io, stavolta) un parere: ti pare che risulti accidioso, il pezzo Censura?
Luciano mi ha risposto così:
Ciao giulio,
visto che ho l'occasione, mi preme innanzitutto sottolineare un possibile equivoco. La parola "diario", lassù sotto "giuliomozzi", non mi sembra appropriata. Chi s'imbatte nel tuo blog può venire tratto in inganno da quel "diario". Può lecitamente credere che ciò che leggerà sarà più attinente alla vita di giuliomozzi non alle opere di giuliomozzi. Invece leggendo si trova di fronte il giuliomozzi scrittore, autore. Il blog non è altro che un ampliamento dell'opera scritta su carta. Ammetterai che è più complicato comunicare con un'opera scritta (cioè definitiva), rispetto ad un essere umano. Ora, chi entra nel tuo blog, leggendo quel "diario" può pensare che gli sia consentito di chiedere "Cosa hai mangiato a cena?" "Hai 'realmente' detto quelle cose al tipo al telefono?" "Fai volontariato!", ecc.. Quindi credo che quel "diario" dovrebbe essere sostituito da una cosa tipo: "quello che a prima vista potrebbe sembrare un diario", "quello che vuole essere un diario" oppure "è quasi un
diario", ma sono, lo vedo bene, definizioni troppo poco "fredde", non à là giulio mozzi.
Mi chiedi se il pezzo sulla censura possa definirsi "accidioso". Beh, l'accidia mi fa pensare, ovvio, a Dante. Non ricordo il Canto, né la pena connessa. Ho una vaga idea del significato quindi interrogo lo Zingarelli. "...Stato di inerzia cui conduce un eccessivo esercizio di vita solitaria e contemplativa; malinconica e inerte indifferenza verso ogni forma d'azione; nella morale cattolica, indolenza nella pratica virtuosa del bene, costituente uno dei sette peccati capitali."
Leggendo "Censura" uno potrebbe pensare all'accidia considerando unicamente l'ultima affermazione: "L'esecuzione di un compito può essere pretesa; il compimento di una libera scelta, no." Potrebbe leggersi indifferenza, ma io credo di più ad una rivendicazione di "libero arbitrio". Per il resto del pezzo io ho invece notato (forse per la prima volta) lo scorrere del sangue nelle vene di giulio mozzi. Mi immagino la scena. Ritorni a casa, magari da un viaggio, in treno. La giornata è calda, il sudore fastidioso, le faccende di casa da sbrigare. Forse non hai dormito bene a causa del caldo, forse sono accaduti degli imprevisti di lavoro oppure un tuo amico ti ha detto qualcosa che ti ha fatto pensare. Insomma è una giornata così. Bene. Decidi quindi di leggere un po' di commenti sul tuo blog, per vedere se è possibile raddrizzare la giornata. Invece no, quando la giornata nasce storta, prosegue ricurva. Trovi accuse di "disattenzione", "indifferenza", "ignavia". Non c'è da rincuorarsi.
Allora sbotti. Bum. Giù la maschera. Punto 1, punto 2, punto 3, punto 4. "Mettiamo bene in chiaro le cose." Io leggendo mi sono detto: "Ops, si è incazzato." "Vuoi vedere che chiude il blog?" "Ma dico io come si fa a scrivere certi commenti?" "Non gli saranno mica andati giù alcuni MIEI commenti?". Vedo giulio mozzi che sbatte i pugni chiusi sulla scrivania. "Disattenzione?" Bum. Giù la penna dalla scrivania. "Indifferenza?" Bum. Il posacenere pieno erutta una cicca. "Ignavia?" Pugni chiusi alle tempie. "Ma come?". Lacrime agli occhi, groppo in gola. "E vibrisse? E questo blog? E la mia disponibilità? Vi ho mai chiesto niente?" Sigh. "Me misero, mondo ingrato." Insomma per la prima volta, sebbene estorta, ho visto passione. Ho visto il sangue scorrere nelle vene. Quindi no, non credo nell'accidia (anche se quell'ultima frase rende lecito il pensiero).
Un consiglio (per quello che può valere) sento di doverlo dare. Essendo gratuito può benissimo essere rifiutato. Io sono molto scettico riguardo ai blog. Credo che ogni novità, riguardo ad internet, prima o poi degeneri in chat (non ricordo più chi lo ha detto ma concordo: "la chat è un luogo dove si incontra gente che ha poco da fare e nulla da dire"). Sarebbe opportuno che tu stilassi un decalogo (lo ha fatto dio perché non può farlo anche giulio mozzi?), nel quale elenchi una serie di regolette di convivenza ("se vogliamo fare un tratto di strada assieme, prego lavarsi le ascelle, indossare un paio di scarpe e un paio di braghe decenti, grazie"), che consentano un po' di regolare questa anarchia che è internet. Nel mio caso, avrei voluto fare dei commenti (ad esempio, riguardo "Solo letteratura" oppure se non ricordo male su "Nomi"), ma mi sono astenuto poiché il mio commento avrebbe occupato troppo spazio, e se lo avessi fatto più breve avrebbe potuto essere frainteso (ancora ri
cordo un mio commento che voleva essere ironico e nasceva da una giornata storta, sui treni e le telefonate, che è stato travisato e ha provocato un macello).
So, that's the question.
Non mi dilungo per non tediarti eccessivamente.
Spero di essere stato abbastanza confuso.
Salute e gloria.
piccola diatriba a parte, mi piace com'è scritta quest'email di luciano laremi. razionale e pacata, non tralascia nulla. mica che caldo fa o pizze e fichi. il miglior corso di scrittura è un corso di lettura senza obiettivi di diventare illustre artista sconosciuto.
Posted by: sarapat marsòn at 16.08.03 12:01A rischio di diventare una sorta di defensor Julii, non riesco proprio a vedere dove stia la tua "freddezza". Io leggo le tue "descrizioni" e le trovo cariche di pietas e d'amore.
Se poi qualcuni pretende da te del "sentimento", ecco, forse lì non ci siamo davvero. E per fortuna, aggiungo. Il "sentimento" va mandato a farsi fottere con assoluta regolarità. Almeno una volta al giorno.
Ma l'ignavo, sa di essevlo? Ad ogni modo sono d'accordissimo: a culo il sentimento, se il risultato è .. .... .. ..... .. .....!!! (chi compra una vocale?) saluti
Posted by: stark at 16.08.03 20:42Ma pietas e amore non sono anche sentimenti, o mi sbaglio? O a che livello intellettuale e spirituale bisogna levitare, per non farsene contaminare?
Posted by: Maria L at 16.08.03 23:39Cara Maria L, certo. Pietas e amore sono ANCHE dei sentimenti ma molto prima di questo sono i motori che smuovono il cielo e le altre stelle.
Siamo noi, con i "nostri" piccoli amori e le nostre piccole pietà che li rendiamo sentimentali. Comunque, hai ragione: in sè il "sentimento" non ha nulla di sgradevole, anzi, è dannatamente soggettivo: è ciò che provo. Ed ecco che, allora e forse, troviamo la radice del
"mio" odio per la parola. Gli è che spesso il sentimento svacca in sentimentalismo, proprio per la lebbrosa presenza dell' "io".
Sono stato un po' più chiaro, ora? Ciao.
Sì,tascateorico, è proprio quello che volevo dire, grazie per averlo capito e per avermi aiutata a chiarirlo.
Solo che io avrei e concederei un po'più di pietas per i nostri picoli amori, le nostre piccole pietà e il nostro lebbroso io. Ciao, lieta di averti conosciuto, come dicono le persone "perbene"... Te lo dico con vera simpatia. Maria L
piccola diatriba a parte a me NON piace la mail di luciano laremi, Mica pizze e fichi? La frase che lui cita (a parte che per una banalità del genere mica serviva la forma della citazione) "la chat è un luogo dove si incontra gente che ha poco da fare e nulla da dire" è di un grossolano... In chat si trova di tutto come al bar o allo stadio (applicate la frase anche a queste situazioni e il risultato è lo stesso) con la differenza che chi va in chat usa abitualmente il computer e quindi di livello (anche scolare) mediamente superiore. Per quanto riguarda la definizione di "diario" di queste pagine... Sul diario uno mette quel che vuole, ciò che gli succede, ciò che gli viene in mente, degli appunti, anche la macchia di un sugo che gli è piaciuto. Non sto poi a difendere i blog che sono l'ultima novità in fatto di libertà che abbiamo avuto dopo Napster e che fra poco vedrai che verranno fatti fuori chiedendo di avere per obbligo un bel "direttore responsabile"... Luciano fatti un giro in chat che becchi! heheheeheheh
Posted by: doge at 17.08.03 16:47