Questo pomeriggio arrivo in Stazione Centrale di Milano alle cinque e un quarto, vedo che il treno per Venezia delle cinque e cinque ha un ritardo di venti minuti, faccio il biglietto al volo, compero una bottiglietta d'acqua, corro.
Il treno delle cinque e cinque, lo conosco bene.
Le prime carrozze sono sempre strapiene, con gente in piedi anche sulle piattaforme, ma basta avere la pazienza di risalirlo e l'ultima carrozza, cioè la prima, quella attaccata al locomotore, è sempre semideserta. Inoltre è diversa dalle altre, con belle poltrone azzurre e tavolini, quasi come un eurostar.
Così salgo a bordo giusto in tempo, sento i ferrovieri fischiare, la sirena fischiare a sua volta, le porte chiudersi. Il treno si muove. Mi muovo anch'io. M'incammino. M'infilo nella ressa, tengo lo zainetto sopra la testa per scivolare meglio tra corpo e corpo, dico "Scusi" e "Permesso", cerco di pestare meno piedi che posso.
L'ultima carrozza, quella azzurra, è come al solito semideserta.
Mi siedo, bevo un po' d'acqua, tiro fuori il libro (La narcisata / La controra di Alberto Arbasino, appena comperato alla Libreria di Porta Romana, la prima edizione Feltrinelli del 1964), mi metto a leggere.
Bevo.
Leggo.
Bevo.
Metto giù il libro, provo a sonnecchiare un po'. Anche ieri sono stato alzato fino a tardi, a chiacchierare di massimi sistemi con F*, e stamattina ero in piedi alle cinque e tre quarti.
Sogno Tiziano Scarpa. Sento delle voci brasiliane, voci brasiliane che parlano in cattivo italiano. Sogno Tiziano Scarpa che a Stoccarda legge "Popcorn", la radiocommedia con la quale ha vinto anche il Prix Italia, e che oggi si può leggere in Cosa voglio da te, il suo ultimo bel libro uscito per Einaudi. L'ho riletto qualche giorno fa. Dormo, sogno, sento le voci brasiliane, vedo Tiziano Scarpa che legge "Popcorn" a Stoccarda. Penso, dormendo e sognando, che "Popcorn" mi ha fatto molto ridere e mi ha molto commosso.
Apro gli occhi e vedo che vicino a me, nei quattro posti dall'altra parte del corridoio, ci sono tre persone che prima non c'erano. Due donne e un uomo. Le donne fanno le voci brasiliane e parlano in cattivo italiano a voce molto alta. L'uomo ha pantaloni neri, cintura con le borchie, canottiera nera a spalla larga: è piccolo e peloso, avrà la mia età (quarant'anni, quarantacinque). Le due donne sono enormi e non si capisce l'età. Hanno pantaloni alla caviglia e top: una tutta nera, l'altra tutta gialla. Hanno piedi enormi e tette enormi. Quella tutta gialla è seduta accanto all'uomo in canottiera (lei al finestrino, lui al corridoio) e tiene la mano sinistra posata sulla coscia di lui, molto vicino all'inguine.
Vabbè, penso.
Mi rigiro, provo a dormire ancora. Questa sera devo andare a letto presto. Domani sono a far lezione a Verona. C'è anche uno sciopero dei treni, mi ha detto qualcuno stamattina, devo informarmi. Cambio posizione. Mi dà fastidio il sole. Tiro giù la tendina. Mi dà fastidio il freddo del condizionamento.
Ho capito, non dormo più.
Riprendo il libro.
Le due donne che non sembrano del tutto donne parlano all'uomo con la canottiera, gli fanno le vocine, fanno voci sottili, flautate, poi ridacchiano, di nuovo parlano a voce alta, oppure parlano in brasiliano tra di loro, con toni improvvisamente seri. Ogni tanto suona il telefono dell'una o dell'altra, allora rispondono con voci sottili, flautate.
L'uomo con la canottiera racconta di essere stato in Brasile, qualche mese fa, che il Brasile gli è piaciuto, che si è divertito.
Mi concentro sul libro. Leggere Arbasino con due transessuali accanto che cercano di imbarcare un uomo piccolo e peloso in canottiera nera, mi fa uno strano effetto. Potrei spostarmi. Non ne ho voglia. Mi concentro, mi concentro sul libro.
L'uomo piccolo e peloso telefona a un amico, lo fa parlare prima con una donna, poi con l'altra. Ridono. Le due donne vanno a Vicenza, l'uomo prosegue, ma mi par di capire che ci sia nell'aria una specie di appuntamento per dopo. Magari con l'amico. L'uomo tira fuori un'agendina nera, si scrive i numeri di telefono delle due donne.
Io sto girato dall'altra parte. Fuori non c'è più sole, è coperto, c'è poca luce. Il vetro del finestrino fa specchio.
La donna tutta gialla accarezza il collo dell'uomo, la coscia dell'uomo, l'inguine dell'uomo, la pancia dell'uomo. Lui un po' la lascia fare, un po' la allontana.
Riprendo sonno. Sogno il cardinal Martini che legge un libro grossissimo, poi solleva gli occhi dal libro e dice: "E' molto bello". Poi offre del torrone a tutti.
Il capotreno annuncia l'arrivo nella stazione di San Bonifacio. Next stop, San Bonifacio.
Apro gli occhi. In quel momento la donna tutta gialla solleva il top liberando le due tette enormi, sporge il busto avvicinandole al viso dell'uomo in canottiera. Incrocio il suo sguardo.
eddai! :-D
Posted by: manu at 25.07.03 00:25avrei voluto esserci. mi piacciono le cose che non mi piacciono.
Posted by: kit at 25.07.03 09:10Certi Romanzi di Alberto Arbasino è un libro che mi aiuta molto.
Posted by: marco2 at 25.07.03 10:52Che strano! Non so se proprio oggi o ieri, o comunque da poco, ho parlato di "controra"riferendola ad una terminologia meridionale, e poi trovo sul diario di gm che ha acquistato un libro di Arbasino in cui si parla di controra. Che ci fa Arbasino, nato a Voghera con la controra meridionale? Cerco controra su Internet e trovo : "Il periodo temporale che va dalle 14 alle 17 di un caldissimo giorno d'estate tipicamente meridionale" E allora fin qui ci sono.E poi cerco Arbasino che, sì, è nato a Voghera , ma il suo stile viene descritto come"riferimento al discorso parlato, spesso contaminato dai dialetti locali" E ci sono ancora. Ma come mai la sincronicità della mia controra con l'acquisto del libro di Arbasino da parte di gm contenente come titolo anche "La controra"?!
Posted by: maria l. at 25.07.03 18:32mi scuso per l'italiano cattivo, ma ringrazio per lasciar entrare Tiziano Scarpa nello sogno, nello diario, per me, una novice (questo - inglese) in italiano, una lettone di met-eta, lui e piacuto molto come il mio coetaneo per il suo senso d'umorismo e per il corraggio. fra Scarpa anche ho trovato questo diario. curioso senza dubbi, rivisitero. dove uno trova questo popcorn?
Posted by: aija at 29.09.03 15:32mi scuso per l'italiano cattivo, ma ringrazio per lasciar entrare Tiziano Scarpa nello sogno, nello diario, per me, una novice (questo - inglese) in italiano, una lettone di met-eta, lui e piacuto molto come il mio coetaneo per il suo senso d'umorismo e per il corraggio. fra Scarpa anche ho trovato questo diario. curioso senza dubbi, rivisitero. dove uno trova questo popcorn?
Posted by: aija at 29.09.03 15:32hmm...:?
Posted by: watch me at 01.09.05 04:32really? is that it? :)
Posted by: nu to the net at 03.09.05 12:11