Questo testo non è nuovo. L'ho scritto qualche anno fa ed è stato pubblicato dalla rivista L'Indice. L'ho ritrovato oggi (me l'ero scordato del tutto) e mi diverte l'idea di proporvelo.
Cliccare qui: Piccolo stupidario letterario ad uso delle persone intelligenti affinché sappiano, in ogni occasione, ciò che non devono dire.
Le scuole di scrittura creativa non dovrebbero essere frequentate e ideate allo scopo di generare talento, per me, dopo esperienze con la grande Antonella Cilento e i cantieri Holden, e presto in vacanza con la Omero, rappresentano un percorso/opportunità, assolutamente non lineare e non garantito, di acquisizione di strumenti, poi, come ha scritto Baricco, che non è bravo solo in televisione, il talento è un'altra storia
Posted by: Annarita at 18.07.03 09:26Sai, Giulio, mi è capitata una strana cosa.
L'ho leggiucchiato un po' e poi ho smesso infastidito.
Credo sia la stessa cosa che capita con Bouvard e Pécuhet.
Le tue non sono vere stupidaggini - sono della quasi-stupidaggini. Nel senso che, qualcuna, ti verrebbe anche da sottoscriverla.
Insomma: un'elegante cartina di tornasole per ricordare a tutti noi come l'ala dell'imbecillità
- come lo Spirito - soffia dove vuole.
Io non vado in vacanza - sono qui con i mie tre carlini - la mia sposa è a Grado.
Mi sa che resterò il tuo unico fedele - bau bau -
lettore.
IL problema è che dicendo "...ad uso delle persone intelligenti" se ne esclude una moltitudine riducendo a dismisura le potenzialità di vendita... oppure si induce una moltitudine a mentire a se stessa comprando il libro per dimostrare che non è stupida...
Posted by: Fabio Ciofi at 18.07.03 18:41Non credo, Gino. C'è tanta gente che resta. Solo che a volte si ha voglia solo di ascoltare...
In verità si è più numerosi di quel che sembra e ci facciamo, a modo nostro, compagnia.
Ciao a tutti. E buon restare a chi resta!
Caro Fabio, ma qui non c'è nessun libro da comperare.
Posted by: giuliomozzi at 19.07.03 16:14"...la metrica è inutile ritornare all'endecasillabo la poesia italiana fa schifo in Italia c'è una tradizione poetica che gli altri se la sognano la narrativa italiana fa schifo i Promessi Sposi sono un romanzo morboso liberarsi dall'eredità montaliana ritornare all'orfismo i comunisti hanno rovinato la letteratura la letteratura è in mano alle destre com'è colto il professor Eco il Nome della Rosa è un classico Baricco che grande affabulatore Baricco che bell'uomo Baricco è un narcisista tutti gli scrittori sono egocentrici Pasolini è un conservatore di sinistra Pasolini è un progressista di destra Pasolini è blasfemo Pasolini è cattolico Pasolini è un pedofilo a questo punto meglio la letteratura di genere non mi considero uno scrittore cattolico ma un cattolico scrittore Hesse è importante leggerlo quando si è adolescenti l'Ulisse di Joyce è un capolavoro ma non si riesce mai a leggerlo Joyce è naturalista Joyce è un onanista le poesie non si possono tradurre perchè lì è importante lo stile i romanzi sì perchè l'importante è il contenuto nella narrativa contemporanea c'è troppo sesso troppo poco sesso la narrativa contemporanea è androgina questi ventenni basta che mettano per iscritto le porcate che fanno e ne viene fuori un best-seller Verga Brancati Pirandello e Tomasi di Lampedusa hanno rovinato la Sicilia..."
Posted by: Santino at 19.07.03 17:22Nel suo blog Annarita Briganti fa alcune considerazioni su ciò che è scritto nello "Stupidario" a proposito delle scuole di scrittura. L'indirizzo è: http://annaritabriganti.clarence.com/archive/018362.html#more
Posted by: giuliomozzi at 20.07.03 17:52Anche la carta non e' piu' quella di una volta. Manzoni la usava con la M filigranata al centro... E poi non ci sono piu' le mezze stagioni. Ben ritrovato, giuliomozzi
Posted by: cecilia at 21.07.03 14:19mi sono permesso di citare e copiare l'idea qui http://loser.blog.tiscali.it/zh1066527/
Posted by: PL2 at 22.07.03 19:02
Trovo ingiusto il parallelo che qualcuno traccia fra le scuole di scrittura ed il meretricio. Il meretricio offre effettivamente qualcosa, in cambio della controprestazione monetaria. Le scuole di scrittura? Nulla ai loro iscritti; la tessitura di un reticolo di amicizie, affettuosità, carinerie e do ut des ai loro tenutari (e tenutarie). C'est tout.
Willem
Posted by: Willem at 28.08.03 15:16