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BlogNation
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23.06.03

Telefono

Il telefono suona. Rispondo.
"Buongiorno, parlo con il signor Mozzi?", dice una voce femminile.
"Sono giulio mozzi. Buongiorno", dico io.
"Il signor Mozzi che abita in via Michele Sanmicheli a Padova?", dice la voce femminile.
"Sì", dico io.
"Al cinque cì?", dice la voce femminile.
"Sì", dico io, "sono giulio mozzi, abito a Padova in via Michele Sanmicheli cinque cì, il mio codice fiscale è mzz gli 60h17 b485j, porto il 42 di scarpe, non mi piacciono né i Beatles né i Rolling Stones, bevo molta acqua e non ho la patente. Lei chi è?".

"Mi scusi", dice la voce femminile. "Sono *** [dice nome e cognome], della Service Coop. Lei conosce la Service Coop?".
"No", dico io.
"La Service Coop è un'azienda dell'area cooperativa specializzata nell'esecuzione di progetti di pubblica utilità con il metodo del project financing. Ad esempio: una pubblica amministrazione vuole costruire un museo, ma non ha le risorse, allora la Service Coop costruisce il museo e lo dona alla pubblica amministrazione, riservandosene lo sfruttamento economico per un certo numero di anni".
"Ho capito", dico io.
"In sostanza", continua ***, "è un modo per permettere alle pubbliche amministrazioni di costruire opere di pubblica utilità senza incorrere in indebitamenti favolosi".
"Ho capito", dico io, e penso che indebitamenti favolosi è una bella espressione, ma fa a pugni con il tecnicismo friendly di tutto il resto del discorso. "Ho capito", dico: "ma io che cosa c'entro? Non sono mica una pubblica amministrazione".
"Non si preoccupi", dice *** ridendo leggermente. "Lei è nato a Camisano Vicentino, vero?".
"Sì", dico io. "Lei sa tutto di me?".
"No", dice *** ridendo ancora, allo stesso modo, leggermente. "So di lei ciò che ci ha fatto sapere l'amministrazione comunale di Camisano Vicentino".
All'improvviso sono molto preoccupato. Già mi vedo l'amministrazione comunale di Camisano Vicentino che tenta di farmi acquistare quote del loro nuovo museo, costruito con il metodo del project financing.
"Va bene", dico allora. "Sono pronto a tutto. Mi dica".
"Ecco", dice *** con una voce che diventa sempre più bella, "la Service Coop sta costruendo per l'amministrazione comunale di Camisano Vicentino un nuovo cimitero, in località Tre Madonne".
"Ah", dico io, "un bel posto".
"Mi fa piacere che lei ce l'abbia presente", dice ***. "Anche il cimitero sarà molto bello. La progettazione è stata affidata allo studio Veneranda & Associati, che segue i criteri della bioarchitettura".
"L'architettura della vita", non so trattenermi dal dire.
"Già", dice ***, "perché il morire, il trapassare, il trasformarsi, sono tutte cose che fanno parte della vita".
"Già", dico io. In questo momento non sto pensando a niente.
C'è una pausa nella conversazione.
Poi capisco, all'improvviso, che devo prendere in mano la situazione.
"Bene, signora ***", dico allegramente, "che l'amministrazione del Comune dove sono nato si stia dotando di un nuovo cimitero costruito con il metodo del project financing e secondo i criteri della bioarchitettura, è cosa che non può che farmi piacere. Ma qual è la mia parte in tutto questo, secondo lei e secondo la Service Coop?".
"Ecco", dice *** con tranquillità assoluta, "noi le offriamo la possibilità di acquistare fin d'ora, a un prezzo molto favorevole, una posizione, o anche più posizioni, se lei volesse, nel cimitero del suo paese natale".
"Una posizione?", interrogo. "Cioè? Una quota? Una partecipazione?".
"No", dice ***, "una tomba. Il progetto prevede sia inumazioni, cioè messe in terra, sia tumulazioni, cioè loculi. La Service Coop donerà il cimitero all'amministrazione comunale di Camisano Vicentino, e in cambio ne avrà la gestione economica per trent'anni. In questo momento stiamo offrendo a tutti coloro che sono nati in Camisano Vicentino, ma vivono altrove, e in Camisano Vicentino conservano conoscenze e affetti, la possibilità di garantirsi un'inumazione o una tumulazione nel proprio paese natale".
"Non so", dico. "Sinceramente, non ci ho mai pensato".
"Lo so", dice ***, e la sua voce è molto cordiale e quieta. "Sto facendo molte telefonate in questi giorni, come lei può immaginare, e tutti mi dicono: non ci ho mai pensato. Per questo non le chiedo una risposta immediata. Le chiedo solo di pensarci. Se le mi autorizza, nelle prossime settimane le manderemo una busta con il dépliant del costruendo cimitero, un estratto della convenzione tra Service Coop e l'amministrazione comunale di Camisano Vicentino - così che non ci siano dubbi -, e le condizioni economiche dell'offerta. Poi ci permetteremo di ritelefonarle tra un paio di mesi. Che ne dice?".
"Va bene", dico, "aspetto la vostra offerta".

Posted by giuliomozzi at 23.06.03 09:17 | TrackBack
Comments

Lo strano rapporo di Giulio con le venditrici telefoniche...
C'è una cosa che non capisco: quale sarà il ritorno economico di questa ditta di project financing nella costruzione del cimitero? Potrà usare le ossa dei "cari estinti" per farci saponi? Avrà diritto a una quota di ceneri per i detersivi in polvere? O si riserva l'esclusiva di vendita di fiori, lumicini mortuari e angioletti in plastica e vetroresina? Le vie (commerciali) del Signore sono davvero infinite...

Posted by: Prometeo at 23.06.03 11:43

E toccarsi, leggermente, come leggermente sorrideva la signorina venditombe, no?

Posted by: tascasitocca,pardon at 23.06.03 12:23

Per Prometeo. Le tombe si pagano. E si pagano i servizi connessi (ricambio dell'acqua e dei fiori, lumini, elettricità, eccetera). Da qui il guadagno.

Posted by: giuliomozzi at 23.06.03 12:58

notevole.... hai pensato cosa farai? :-)

Posted by: mastorna at 23.06.03 15:01

giulio carissimo, ti racconto come solito una delle storielle dei miei vecchietti. a bologna se ti rivolgi al comune per entrare in casa di riposo, fai un contratto con cui gli dai la gestione di tutto quel che hai. il comune usa i tuoi soldi e, quando sono finiti,continua ad assisterti pagando tutto con denaro pubblico. il bello viene quando muori: mentre prima ti paga la casa di riposo 2200 euro al mese, una regalia per le sigarette e le tue spesucce come barbiere, vestiti ecc, alla fine, alla tua fine, si incasinano e non riescono a decidere come, quando e a spese di chi metterti sotto terra. giuseppe aveva finito i suoi soldi in febbraio. è morto alla fine di aprile. il povero corpo di giuseppe ha aspettato in frigo una settimana prima di essere piazzato in un buco per terra senza neppure un sasso con sopra il nome. mica per la sepoltura, quella devono fartela per obbligo, per la cassa. non si sapeva chi dovesse pagare la cassa e quale cassa. se fosse morto a dicembre l'avrebbero sepolto rapidamente e si sarebbero tenuti .... l'avanzo di cassa

Posted by: Cecilia Deni at 23.06.03 15:52

Grazie della precisazione, Giulio. Sono felice di sapere che anche da morto darò il mio giusto contributo all'economia nazionale ;-)

Posted by: Prometeo at 24.06.03 15:16
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