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20.06.03

Tassisti

Un tassista di Padova ha i capelli a coda di cavallo, il naso lungo, i gomiti spigolosi. Muove molto le spalle.
Un altro tassista ha sempre su i dischi dei Dead can dance.
Un altro tassista una volta abitava giusto di fronte a casa mia, e ogni volta me lo dice.

Un altro tassista ha i baffi e mentre guida bofonchia insulti agli altri automobilisti, ai ciclisti, e talvolta anche ai pedoni.
Un altro tassista andrà presto in pensione. Il lavoro gli mancherà, mi dice.
Un altro tassista mi chiede sempre quale percorso voglio fare. "E' lei il professionista", gli rispondo sempre.
Un altro tassista ha sempre un libro in automobile. L'ultima volta che ho viaggiato con lui aveva Vita di Melania Mazzucco. La volta prima aveva I tre moschettieri. Lo aspetto al varco per regalargli Il suicidio di Angela B. di Umberto Casadei.
Un altro tassista una volta doveva portarmi in via Dignano e invece mi portò in via Digione, oppure viceversa, adesso non ricordo. Quando io cominciai a dirgli: "Guardi che non è questa la strada", lui mi disse: "So io dove deve andare lei".
Un altro tassista era stato mio collega quando lavoravo alla Libreria Internazionale Cortina di Padova. Lui guidava il Fiorino, io l'ApeCar.
Un altro tassista passa sempre col rosso. Ogni volta gli dico: "Per piacere, non passi col rosso". Lui non mi risponde nemmeno. L'ho segnalato due o tre volte alla cooperativa, ma lui continua.
Un altro tassista non sa mai dove sono le strade. Lavora da vent'anni e non le ha imparate.
Un altro tassista è il fratello di quello che era mio collega alla Libreria Internazionale Cortina.
Un altro tassista una volta mi ha detto: "Ma lei era in televisione, ieri sera?". Io non ero stato in televisione, la sera prima. "Ma sì, lei era in televisione, su Telechiara". Telechiara è la televisione delle Diocesi venete. Qualche giorno dopo, mio fratello mi ha detto: "Ah, sono stato a Telechiara a parlare degli Universitari costruttori". "Quando?". "Qualche sera fa". Mio fratello e io non ci somigliamo per niente, secondo me.
Un altro tassista è scorbutico.
Un altro tassista, quando torno a Padova proprio tardi tardi, mentre mi porta a casa chiama i colleghi con la radio per andare tutti a cena alla pizzeria Zairo.
Un altro tassista non sopporta gli euro, e mi fa sempre lo sconto pur di non maneggiare le monetine.
Un altro tassista mi ha detto una volta, d'inverno: "El me scusa se tegno verti i finestrini. A gò portà a Abano do negre, che no so cossa che e gavesse magnà. E gaveva un fià che spussava da pesse morto".
Un altro tassista, una volta, sapeva che avevo i secondi contati per prendere il treno, e al momento di darmi il resto si mise a cincischiare con i soldi.
Un altro tassista, se rientro una sera che c'è stata una partita di coppa, me la racconta tutta. Lui tiene l'Inter (io nessuno).
Un altro tassista, una volta che mi addormentai di colpo appena salito in macchina, guidò piano piano per non svegliarmi, e arrivato a destinazione non sapeva come fare.

Posted by giuliomozzi at 20.06.03 23:14 | TrackBack
Comments

ciao giulio
a me piacerebbe trovare un tassista che ascolta i Dead Can Dance.

Invece i tassisti di milano che incontro (a torino, dove abito, il taxi non lo prendo) sono tutti molto galanti e uno, una volta che ero in ritardo e c'era un traffico spaventoso, si è anche offerto di invitarmi a cena se avessi perso il treno...

(ma perché ho scritto *invece*? perché lo devo ancora trovare, un tassista milanese galante che ascolta i DCD....)

Posted by: marcella at 23.06.03 15:36
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