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26.06.03

Piani

Faccio un salto in Feltrinelli a prendere un libro di Jadelin M. Gangbo pubblicato appunto da Feltrinelli nel 2001. S'intitola Rometta e Giulieo.
Lo cerco nello scaffale alfabetico. Non lo trovo. Invece trovo un altro libro di Gangbo, che non sapevo esistesse: Verso la notte bakonga, pubblicato da Portofranco. Be', intanto prendo questo. Devo leggere tutto di Jadelin M. Gangbo.

Francesca, al Punto Informazioni, è impegnata con una signora. Cerca i dati d'un libro al computer. Trova. Si allontana, con la signora che le sta dietro. Le dà il libro. Viene verso di me.
Un ragazzo con i capelli ricci le chiede un'altra cosa. Francesca si allontana con il ragazzo. Gli trova il libro.
Quando torna verso di me, un tipo con la camicia blu scuro e i capelli bianchi le chiede di un libro di Pierre Grimal, La morte a Roma o La morte e Roma. Sarebbe saggistica, cioè l'altra sala, ma la ragazza dell'altra sala ha già tre o quattro che la tampinano. Francesca non ha presente il titolo. Cerca al computer. Il libro non si trova.
Francesca chiede al tipo: "Ma è uscito di recente?".
Il tipo dice: "Non lo so. Non so nemmeno se è stato tradotto".
Il tipo se ne va, Francesca si volta verso di me. Arrivano due ragazzine con la lista dei libri da leggere durante le vacanze (Pirandello, Calvino, Pavese: la lista non cambia mai). Francesca indirizza le due ragazzine verso la sala degli economici. Durante tutto il tempo ci siamo scambiati occhiate e smorfie. Finalmente è per me. Le chiedo il libro di Gangbo.
Francesca dice: "Dovremmo averne una copia, una sola. Però malridotta".
Io dico: "Mi va bene anche malridotta".
Francesca va allo scaffale alfabetico e non la trova. Controlla al computer: non risulta nessuna copia.
"L'avrete reso per cambio, se era malridotto", dico.
"Non so, vado a vedere", dice Francesca. Va in magazzino.
Io la aspetto un po' al Punto Informazioni, poi vado in Antropologia a cercare un libro di Luisa Muraro, Il Dio delle donne, Mondadori.
Antropologia è in un angolino strettissimo, dove c'è un tipo che si è seduto per terra a consultare un'enciclopedia dei miti (mi pare). Non posso girargli intorno. "Scusi", gli dico. Lui mi guarda storto. Si alza. Passo. Sono davanti allo scaffale Antropologia. Il tipo si risiede. Cerco. Trovo il libro. Mi volto. Il tipo non dà segni di vita. Dico: "Scusi". Lui mi guarda storto. Si alza. Passo. Il tipo si risiede, ma ormai non mi riguarda più.
Sbircio per le sale. Non vedo Francesca. Scendo al piano sotto. Vado a curiosare nella stanza dell'arte. Trovo, inaspettatamente, un libro del 1993, di Lamberto Pignotti: I sensi delle arti. Sinestesie e interazioni estetiche, Dedalo. Non ne so niente, ma è un libro di Lamberto Pignotti, è un libro del 1993 (quasi un libro antico, con i criteri d'oggi) e quindi lo prendo.
Sto guardando le guide turistiche (vedi mai, che ne è uscita una nuova di Pantelleria...) quando Massimo mi dice: "Di su c'è la Francesca che ti cerca".
Salgo. Attraverso tutte le sale. Do un'occhiata al banco del Punto Informazioni: se Francesca ha trovato il libro, può averlo lasciato lì. Niente.
Mi aggiro. In Sociologia mi cade l'occhio su un Dizionario della comunicazione, o un titolo simile, a cura di Alberto Abruzzese, edizioni Meltemi. Lo sfoglio. Non so, delle edizioni Meltemi non mi fido tanto. Neanche di Alberto Abruzzese, a dirla tutta. Mi ricordo che lo vedevo ogni tanto, quando Theoria, a Roma, condivideva degli uffici con Costa & Nolan. Aveva sempre delle cravatte orribili.
Patrizia sale dal piano di sotto e mi dice: "C'è la Francesca, giù che ti cerca. Ha trovato il libro".
Mi precipito giù. Attraverso tutto il piano sotterraneo. Luca mi dice: "C'era la Francesca che ti cercava". Risalgo, per le altre scale. Vado in Narrativa, in Tascabili, in Poesia & Teatro, in Fumetto, in Critica Letteraria & Filosofia, in Letteratura, in Psicologia & Servizi Sociali, in Storia e Politologia, perfino in Cultura Locale. Niente.
Sento la voce di Francesca: "Giulio!". E' alle casse, alza il libro con le due mani. La raggiungo tenendola bene d'occhio. Mi dà il libro. La ringrazio.
Francesca dice: "Te lo faccio scontare".
"Perché?", dico.
"Vedi che è rovinato", dice.
In effetti è un po' rovinato.
"Ma le parole ci sono tutte", dico.
Francesca ridacchia. Appiccica sul libro un post-it e ci scrive su a matita: "Rovinato. Scontare 15%". La ringrazio.
Vado in cassa, pago i due Gangbo, il Muraro, il Pignotti. C'è la cassiera nuova, quella che non si è ancora ambientata. Mi dà del lei, cerca a tutti i costi di darmi il sacchetto Feltrinelli ("No grazie, ho lo zaino..."). Carta Fedeltà, Bancomat.
"Vuole scontare i punti?".
"No, grazie". Ho grandi progetti, con l'accumulazione di punti.
Faccio per uscire. Il cancello suona.
La Gisella, l'altra cassiera, dice: "Vai, va' pure".
"No, dico io, devo andare al Metà. Poi mi suona lì, e lì mi spogliano nudo". Tiro fuori i libri dallo zaino, li smagnetizziamo di nuovo. Li prendo in mano, faccio per uscire. Il cancello suona. Prova Gisella, un libro per volta. Il cancello non suona. Provo io, senza libri. Il cancello non suona. Riprovo con i libri in mano, il cancello suona. Gisella mi guarda. Ci rassegniamo.
Poi, al Metà, non suona niente. Però è saltata la luce.

Posted by giuliomozzi at 26.06.03 15:58 | TrackBack
Comments

perché DEVI leggere tutto di Jadelin M. Gangbo? :)

Posted by: monica at 26.06.03 16:19

La curiosità è molta... non conosco l'autore Jadelin M. Gangbo, né il libro, ma sono sicura che lo cercherò soprattutto per curiosità, perchè come Rometta e Giulieo io e due mie amiche negli anni attorno al 1993 ci divertivamo a inventare storie che inscenavamo in piccoli sketch di fronte alla classe di allora... che tempi, che risate... che storie.
Non so di cosa parli il libro di Jadelin, ma sono curiosa di scoprirlo.

Posted by: Katia at 26.06.03 16:42

Bravo! Se volevi incuriosire i tuoi blog lettori, beh...ci sei riuscito. Comunque apprezzo il riferimento a libri , autori e case editrici.Molto puntuale.

Posted by: silvia at 27.06.03 01:46

L'impressione che mi dà leggere questo tuo diario in forma massiva, è che tu viva - come un uomo
estremamente religioso o un selvaggio che crede nel mana - all'interno di un mondo di segni.
Non solo. Ma convinto che quei segni siano scritti
per lui.
Tu, pensi, credi di essere scritto da ... lo nomino? No, non lo nomino. E' prescritto farlo in maniera vana. E se lo faccio io è staturiamente
fatua.

Posted by: tascaavidodisegniechenessunoscrive at 27.06.03 09:22

Era "Statutariamente", ovvio ...

Posted by: tascaloscorretto at 27.06.03 09:23

Per Gino Tasca. Un mondo tutto scritto di segni, perché no? Lo diceva anche Galileo Galilei: che (più o meno) la natura ha una sua lingua fatta di circoli quadrati triangoli... Ma nessun segno significa nulla, finché non c'è una persona che legge; senza persona che legge, non si produce alcun significato, e a maggior ragione alcun discorso. Il mio lavoro (è un'ipotesi) è appunto far leggere i segni, e connetterli per produrre un discorso. Sono un produttore di discorsi possibili, stanti i segni che il mondo offre (diceva Aristotele, che il poeta-narratore imita il reale, o almeno il possibile).

Posted by: giuliomozzi at 27.06.03 09:47

Aristotele scriveva anche:
"Dunque, è evidente che taluni sono per natura liberi, altri, schiavi, e che per costoro è giusto essere schiavi" Politica I (A), 5-6, 1255a

Il che non sembra vada un granché a favore del pensiero aristotelico...
:-)

Posted by: Roberto Tossani at 27.06.03 10:50

giulio, questa tua frase "Ma nessun segno significa nulla, finché non c'è una persona che legge; senza persona che legge, non si produce alcun significato" mi fa tornare in mente la discussione sulla lista della spesa, se sia letteratura o no. eh, mi riconferma in ciò che penso: la letteratura è la scrittura che produce un significato perché un "altro" legge.
in fondo lo dice anche il genesi: quando il padreterno ha fatto tutto ha pensato: e adesso chi leggerà i segni? e così ha fatto noi...

Posted by: paola at 27.06.03 10:54

Cara Paola. Sì. Credo.

Posted by: giuliomozzi at 27.06.03 11:00

!4/08/03
Per caso stasera ho visto in tv un servizio con l'intervista a Jadelin M.Gangbo e non so perche' sento il bisogno di trovare il suo primo libro.
Spero che di copie ne abbiano ristampate.

Posted by: Giampiera at 14.08.03 22:49
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