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19.06.03

Letteratura, ahimè

Qualunque cosa scriviate, anche la proverbiale "lista della spesa": che vi piaccia o no, è letteratura. Così come qualunque cosa diciate è discorso, qualunque movimento facciate è gesto, e così via.
Può non piacere, e capisco che possa non piacere. Ma è così (mi pare).

Posted by giuliomozzi at 19.06.03 10:21 | TrackBack
Comments

Unico dubbio: se scrivi solo per te stesso, se parli a te stesso, se fai un qualsiasi movimento nella più completa solitudine?
La letteratura, il discorso, il gesto non implicano sempre e comunque "un altro"?
Quindi la lista della spesa non è letteratura, a meno che tu non la scriva perché qualcun altro la legga (e infatti si scrive in maniera diversa la lista della spesa se sei tu che poi la vai a fare, o se la va a fare un altro - con te o senza di te).
Anche il diario-diario, quello personale, non è letteratura (a meno che tu non lo scriva sperando che qualcuno prima o poi lo legga - aspirante scrittore - o sapendo che qualcuno lo leggerà sicuramente - vedi Lo Zibaldone o Il mestiere di vivere).
Il diario-blog, invece, è sicuramente letteratura.

Posted by: Roberto Tossani at 19.06.03 11:27

allora anch'io posso paragonarmi a Dante? Insomma non sono d'accordo, la letteratura è più elaborata d'una lista della spesa, via. O lei nei suoi libri scrive davvero le liste della spesa?

Posted by: SiFossiFoco at 19.06.03 11:52

scusa,roberto, ma questa faccenda che lo scrivere in solitudine e per se stessi un diario non sarebbe letteratura mentre se viene letto si non mi convince troppo. ho smesso di tenere un diario a tredici anni, quando mi sono resa conto di essere stata letta mentre non volevo. in quel momento ho capito che se scrivo ho scritto. tutto il resto sono storie, panzane, giri di parole. per farne una "non letteratura" dovrei bruciarlo, dopo, e da bruciato non sarebbe più letteratura.puoi vergognarti di un gesto, puoi farlo di nascosto, allo specchio, per te soltanto, o riprenderlo per farlo rivedere solo al te stesso di domani, ma rimane un gesto, non ne cambi la natura. cecilia

Posted by: Cecilia Deni at 19.06.03 11:57

Rispondo a SiFossiFoco. Dire: "Questa è letteratura" non è un giudizio di valore. E' come dire, difronte a un cane: "Questo è un cane". Che poi il cane sia bello o brutto, vivo o morto, grande o piccolo ecc., è un altro paio di maniche. Analogamente, che poi quel tale pezzo di letteratura sia bello o brutto, vivo o morto, grande o piccolo ecc., è un altro paio di maniche. In questo senso uso la parola: "letteratura".

Posted by: giuliomozzi at 19.06.03 12:35

Un gesto non credo sia ciò che è, non sono per nulla convinto che esista una sola natura per un gesto: un qualsiasi gesto è tutto ciò che è per te e per ogni singola persona che assiste al gesto.
Per cui un gesto fatto da solo è diverso da un gesto compiuto con altri: di per sé il gesto non esiste, è un non esistente se gli manca un qualsiasi rapporto con altro da sé.
Io continuo ad essere convinto che il Big-Bang non sia potutto accadere per il semplice fatto che non esisteva "nessuno" mentre stava avvendendo.
Se tu avessi scritto quel tuo diario pensando che qualcuno lo avrebbe letto l'avresti per forza scritto in maniera diversa.
Non siamo immuni dagli altri.
E ritornando al tema principale, la letteratura comprende in se stessa gli altri nella propria essenza: senza decretare per questo, appunto, alcun valore qualitativo, ma almeno quantitativo (io + 1, 2, 3...).
Da qui in poi tutte le seghe su: ma si scrive pensando a lettori generici, a un lettore futuro, a se stessi, alla nonna, a Berlusconi...

Posted by: Roberto Tossani at 19.06.03 13:00

Forse, per sgombrare il campo da qualche equivoco, basterebbbe usare al posto
di "letteratura" che, bene o male, fa pensare
a un organismo scritto secondo retorica,
"scritture" e allora sì, anche, l'elenco della
spesa rientrerebbe, a pieno titolo, in questa
categoria.
Ma, mi si potrebbe obiettare, che con "scritture" sembro intendere solo
l'atto di prendere una matita in mano
e usare un qualche codice linguistico ...
Una tautologia, insomma.
Sì, certo, in prima istanza è proprio questo.
Ma io credo che giuliomozzi (che, come ben
sappiamo non è Giulio Mozzi) sia decisamente più
radicale e voglia proprio dire che un elenco
della spesa possa essere nutrito di sottotesti
quanto se non più che l'Ulisse di Joyce, vero?

Posted by: tasca at 19.06.03 13:11

Se io urto un barattolo di vernice facendolo cadere per terra, le macchie colorate che si creano sul pavimento non sono arte. Se faccio la stessa cosa con l'intenzione di fare un "action painting" allora è arte. Può piacere o no, ma lo è. La letteratura non sfugge a questa metafora. Anche una lista della spesa può essere letteratura, ma ci deve essere questa intenzione da parte di chi la scrive.

Posted by: Federico Platania at 19.06.03 13:57

A Tasca: sì.

Posted by: giuliomozzi at 19.06.03 13:57

A Tasca (e quindi di conseguenza a giuliomozzi): no.
Una lista della spesa ha infiniti sottotesti se è stata scritta per essere letta, ma se è stata scritta perché devo uscire di casa fra dieci minuti e porcaputtana se non metto nero su bianco quello che devo comprare mi dimentico qualcosa e poi esco, compro quello che c'è sulla lista della spesa, rientro a casa e butto via la lista, allora quella lista non è una scrittura/(letteratura) e ha un solo sottotesto sotto il testo ed è che ultimamente la mia testa si riempie di buchi che qualcuno dovrebbe riempire di memoria così smetto di fare la lista della spesa e leggo il manuale di istruzioni del robot tritatutto, che in effetti è una scrittura/(letteratura) così piena di sottotesti che di solito quando sono arrivato alla fine mi sono perso, non ho capito assolutamente come funziona l'aggeggio, mando dove posso e come posso l'autore del testo e provo empiricamente a far funzionare l'elettrodomestico.

Posted by: Roberto Tossani at 19.06.03 14:17

Ho sempre creduto che la cultura fosse popolare, quindi l'equazione lista della spesa letteratura ci sta tutta.
Però va detto che chi scrive lo fa per l'urgenza di narrare storie. In questo senso il blog è una cosa bella, un non luogo dove vomitare le nostri visioni distorte della realtà, perchè chi narra va oltre, non riesce ad accontentarsi di dire "è una lista della spesa". Che poi ci sia in quelle storie consapevolezza e letterarietà, che poi convenga mettersi a nudo in un blog con il rischio di identificazione dell'io narrante e dell'io autoriale, è un'altra storia.

Posted by: Annarita at 19.06.03 15:01

1 kg di prugne,
1 scatola di uova,
10 pani,
1 litro di latte,
1 pacco di pasta.

Ehi, ragazzi, ho fatto il romanzo della mia vita e, voi, neanche un complimento?

Posted by: emma at 19.06.03 15:31

Letteratura e romanzo non sono la stessa cosa. La letteratura comprende: romanzo, racconto, poema, lirica, dramma in versi, dramma in prosa, prosa d'arte, strambotto, prosimetro, saggio, trattato, articolo, noterella, appunto, promemoria, diario, lettera, letterina, post-it, manuale d'istruzioni, consigli per l'uso, avvertenza, cartello, tadze-bao, blog, web, e-mail, screensaver, etichetta, tabula gratulatoria, modulo, istruzioni per l'uso, divertissement, reportage, poème en prose, lied, witz, giornale, soggetto, sceneggiatura, screenplay, strip, fumetto, vignetta, memoria, autobiografia, memoriale, orazione civile, arringa, requisitoria, rapporto, relazione, informativa... e anche la lista della spesa. Che è lista della spesa ed è quindi letteratura, ma non è romanzo. ;-)

Posted by: giuliomozzi at 19.06.03 15:43

Vero, una lista della spesa non è un romanzo (e tralasciamo che sia o meno letteratura, sennò ti picchio...).
Però un romanzo può essere una lista della spesa, no? :-)

Posted by: Roberto Tossani at 19.06.03 16:02

Caro Giulio,
non ti pare di esserti calato un po' troppo nel mondo letterario? Quando ti conobbi, come scrittore e come persona, avrei scommesso un occhio sul fatto che tu saresti rimasto un completo outsider, uno che avrebbe scritto un libro ogni dieci anni, e che avrebbe continuato a girare alla larga dal gorgo delle chiacchiere letterarie. Ebbene, quell'occhio l'avrei perso. Scuole di scrittura, blog, interventi di ogni tipo su libri e fatti di ogni genere... Chissà come mai avevo immaginato tutta un'altra storia. Comunque va bene così, se a te va bene. Un caro saluto, Marco Lodoli

Posted by: Marco Lodoli at 19.06.03 16:30

Caro Lodoli (ammesso che tu sia il vero Lodoli, il dubbio è lecito), non vedo che male ci sia, per uno scrittore, a tenere corsi di scrittura, blog, ecc. Anche tu, mi pare, scrivi articoli, partecipi a incontri pubblici... E non scrivi un libro ogni 10 anni. Saluti.

Posted by: Davide at 19.06.03 18:18

Davide-iuri, Lodoli, ammesso che sia il vero Lodoli, voleva semplicemente dire che avrebbe perso una scommessa, se l'avesse fatta... insomma oggi si ritroverebbe senza un occhio... non vedo intenti moraleggianti o bacchettanti, nell'intervento... poi si sa, ognuno ci vede e legge quello che vuole...

Posted by: Fabio Ciofi at 19.06.03 18:57

Non credo che la lista della spesa sia letteratura. O un messaggio di "Torno Subito" scritto a cavalcioni di un ferramenta in pausa pranzo. Non sono convinto che nemmeno questo blog sia letteratura. (Questo blog è l'unico che leggo, perchè è scritto come un libro. Mi ricorda "Fantasmi e Fughe", che era un blog prima che inventassero i blog). Quando qualcosa è letteratura si sente. Ed è anche vero che ognuno sente in modo diverso. Quindi non c'è UNA letteratura. Però il rischio di scendere nella definizione è troppo, troppo grosso. E la definizione non è letteratura.
Altro, ma non letteratura.

Posted by: Mattia Signorini at 20.06.03 00:27

Per Marco Lodoli. Caro Marco, quello che avresti scommesso tu, undici anni fa, l'avrei scommesso anch'io.
(Per la cronaca: Marco Lodoli è la persona che la sera del 15 gennaio del 1992 mi telefonò. Aveva ricevuto un mio raccontino e lo aveva letto. Se ho pubblicato il mio primo libro, e quindi tutti gli altri, molto si deve alla curiosità, alla gentilezza e alla generosa disponibilità di Marco Lodoli. Senza contare che tra i libri che avevano messa in moto la mia scrittura, c'era la sua raccolta di racconti "Grande Raccordo").

Posted by: giuliomozzi at 20.06.03 00:36

Ovviamente: "Fantasmi e Fughe" (per me) è letteratura.

Posted by: Mattia Signorini at 20.06.03 01:18

Sapete, no?, il gioco di parole che Lacan
faceva su letteratura?
Vale anche in italiano: lettera ottura.
Ora - sapendo noi tutti che la lettera uccide
con quel che segue - che la funzione della
letteratura sia di tappare ogni via di accesso
alla "lettera", potrebbe risultare salvificante.
Quindi l'unica vera funzione della "letteratura"
(si sente che è una parola che odio?) è quella
di porre barriere, dighe, perché si crei lo spazio
affinché lo spirito avvenga.
Aria, please.

Posted by: tasca at 20.06.03 08:43

uh uh, Giulio, non ti sei accorto che non ho scritto "ho scritto" ma "ho fatto". La vita, il fare, sono ben diversi da un romanzo, se non altro per quella sottile differenza che c'è tra l'essere e l'essere vissuto. La narrazione di una vita ci può stare tutta in una lista della spesa, ma, per scriverla come romanzo, ahimè, credo ci vogliano alcune capacità o, meglio, una sola cosa: la volontà (che dici, ci mettiamo anche un pò di voluttà?).

Posted by: emma at 20.06.03 10:26

ci ho pensato. Al gesto visto ed a quello non visto. alla natura del gesto.
sono stata in unità di rianimazione, ci sono comatosi immobili, sai, ed altri che invece si muovono, talora i polsi sono gentilmente fasciati perchè non si strappino i tubi, i fili, l'ossimetro, loro sono lontani, a volte ritornano, a volte da quel lontano scompaiono per recarsi, forse, in un più lontano ancora ed irraggiungibile, forse scompaiono e basta.
Neppure hanno quella consapevolezza del proprio corpo che accompagna il sonno ed il sogno. Si chiama Glasgow coma scale 3.
Ho pensato ad un gesto cui neppure tu stesso assisti, da nessuno veduto, ebbene, forse questo non è un gesto. Una contrattura muscolare, un movimento, ma non un gesto.
Ho tetrapilectomizzato abbastanza?
cecilia
"Nel mondo c'era la Testa. Poi venne la Croce.
Allora Testa e Croce si misero a giocare a testa e croce,
e tutto il male viene da lì"

Posted by: Cecilia Deni at 20.06.03 19:16

ancora: una mia paziente alzheimeriana, ex impiegata delle poste, conserva automatismi strani: scrive di fila mille volte su un foglio addì 13 ottobre e poi la sua firma altre mille volte, poi copre tutto con mille righe di penna fitte fitte,poi col polso colpisce il foglio con un rumore secco e netto di timbrature. Questo cos'è?

Posted by: Cecilia Deni at 20.06.03 19:33

Mi sembra che sia solo un problema di definizione. La definizione di giuliomozzi, che mi sento di condividere in pieno, è qualcosa del tipo: letteratura è tutto ciò che viene scritto. Che è una definizione interessante, perchè è estranea a qualsiasi giudizio soggettivo o estetico. E' come dire che la Storia è tutto quello che avviene ogni secondo. Poi naturalmente si deve fare una sintesi per poterne parlare, per poterci capire qualcosa, per estrarne conoscenza.
Credo. Provate a dare un'altra definizione di letteratura: tutte le altre definizioni che a me vengono in testa escludono troppe cose che evidentemente sono letteratura. Spero di non essere stato troppo confuso.

Posted by: alessandro at 20.06.03 23:15

La storia non è ciò che avviene ogni secondo.
La storia è ciò che IO vedo avvenire, ciò a cui IO partecipo.
Tutto il resto sono racconti di altri.
Paranoicamente, alla P.K.Dick: tutte balle.
Per lo stesso motivo letteratura è qualunque scritto che almeno un altro, al di fuori di chi l'abbia scritto, legga.
E con questo basta, perché sto diventando davvero pedante (chiedo scusa).

Posted by: Roberto Tossani at 21.06.03 08:15

Chiedo scusa, ma non capisco il passaggio logico. Se la storia è ciò che IO vedo e a cui IO partecipo - definizione discutibilie: che differenza c'è tra ciò che io vedo e ciò che mi raccontano? Voglio dire: come faccio ad essere sicuro, sempre tirando in causa Dick, che ciò che io vedo non è comunque una balla? - allora perchè la letteratura è "qualunque scritto che almeno un altro, al di fuori di chi l'abbia scritto, legga." Non sarebbe più logico dire che la letteratura è solo ciò che IO leggo (e quindi tutto ciò che IO scrivo)?

Posted by: alessandro at 21.06.03 10:58

Perché quando IO scrivo creo un mondo, anche scrivendo una lista della spesa.
Se nessuno legge (vede/vive) il mondo che ho creato, però, quel mondo non esiste: ho creato un non esistente.
Esattamente come quando accade un fatto che nessuno vede: quello non è storia per nessuno.
Ci vuole sempre un IO che vive/guarda/legge perché esista ciò che è stato creato/fatto/scritto.
Non ho detto comunque che ciò che io vedo/vivo è vero: ho detto che ciò che io vedo/vivo è storia perché è la mia storia, che può essere falsa se il mondo è falso, inesistente se il mondo non esiste, o stupida se dio sono io.

Posted by: Roberto Tossani at 21.06.03 16:29

La letteratura è un gioco linguistico e come tutti i giochi linguistici ha le sue regole, come diceva il buon Wittgenstein... tutto quello che non rispetta certe regole non è letteratura...

Posted by: Fabio Ciofi at 21.06.03 17:07

l'onanismo è sesso?
cecilia

Posted by: Cecilia Deni at 21.06.03 23:14

O nanismo, perchè tutti ce l'hanno con te?
Cecilia, forse dovresti provarlo per poter esprimere un'opinione.
Mi è, in effetti, sorto un dubbio: uno scrittore parla di se stesso o dell'altro? parla delle sue esperienze o dell'esperienze vissute ad un altro livello di coscienza? o ruba le esperienze degli altri perchè non sa viverne di proprie? ma poi, è così importante? quante volte ho letto libri orribili, orribili nn per le storie raccontate, chè magari erano bellissime e appassionanti, ma per il modo di scrivere: quel famoso stile, che sembra ora abbandonato per lasciar posto all'originalità, all'ironia a tutti i costi. Forse non è un male, ma, allora, preferisco un film...con meno fatica!

Posted by: emma at 22.06.03 00:17

L'onanismo è letteratura...

Posted by: Fabio Ciofi at 22.06.03 16:41

é letteratura anche la gazzetta ufficiale?

Posted by: lu at 26.06.03 17:57


hmm...:?

Posted by: Meridian at 16.08.05 20:56
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