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21.06.03

La signora dell'olio

Ho ricevuto al mio indirizzo privato, e qui riporto:

Gent.mo Sig. Giulio Mozzi,
al termine del nostro contatto, dopo essermi ripresa dalla telefonata decisamente insolita, mi sono subito informata, insomma ho fatto delle ricerche. Mi sentivo in colpa per il dolore che involontariamente le avevo rinnovato.

Con mia grandissima sorpresa ho scoperto che lei è un noto scrittore (una mia collega è un'accanita lettrice dei suoi libri e del suo diario) e che da qualche parte in internet aveva parlato addirittura di me. Non avrei mai detto di finire al centro dell'attenzione di una persona come lei soltanto per qualche litro d'olio... Suppongo che pretenda pure che debba ringraziarla per questo, mostrarle gratitudine.
Da quanto è stato scritto deduco di essere stata ingannata, e questo mi dispiace profondamente, mi creda. Facevo soltanto il mio lavoro, e le assicuro che ho faticato non poco a trovarlo. Dopo la morte di mio marito, due anni fa, per incidente stradale, tutto si è fatto improvvisamente più difficile, ed io non mi sono ancora abituata a questa nuova solitudine. Lo sento dappertutto... La sua voce, il profumo del dopobarba analcolico che usava, l'unico che non gli irritava la pelle... Trovo foto che non mi appartengono di noi due sorridenti e abbracciati, scattate in posti in cui avevamo soltanto progettato di andare. Assurdo, vero? Le assicuro che è un incubo, una follia, e che a volte preferirei che lui se ne stesse buono buono lì dov'è, perchè a me causa solo sgomento e molta poca consolazione.
So che è l'assenza insopportabile a provocare queste allucinazioni, ad aprire nella mia testa questi vortici assurdi, queste smagliature del tempo, so anche che quest'ultimo in qualche punto si sovrappone, si accavalla... amalgama ferocemente passato, futuro e futuro immaginato in quel passato. Ed io sono sola con la mia disperazione, con la mia debolezza, in mezzo a questi due lembi di esistenza (reale e sperata) che lacerano la carne e bucano irrimediabilmente la memoria. Non pensi che sia matta, o che stia scherzando. Io mio marito lo sento davvero, e davvero mi manda dei messaggi. Non usa sempre la stessa voce e quasi sempre è un linguaggio che non comprendo subito, ma capisco immediatamente che si tratta di lui. Dopo qualche secondo, con un meccanismo automatico di cui non ho il controllo, si ripetono nella mia mente le frasi giuste, e questa volta comprendo, questa volta è la sua voce che mi parla... e lui, mio marito, quelle frasi le lascia ogni volta a metà, Sig. Mozzi, mi chiede di finirle, come un indovinello, come un rebus, senza che la mia volontà possa in alcun modo entrare, e con grande - mi creda - sfinimento finale.
Ogni volta sono passiva testimone dello smembramento del mio corpo, una parte di me si isola, si stacca, per elaborare e decifrare lo strano parlare, ogni volta nuovo, ogni volta diverso, ed io sento la mia carne sanguinare, strapparsi, dividersi, e poi tornare a ricostituire l'unità come per incanto, interrompendo improvvisamente il dolore e portando con sè, come nuovo elemento, il messaggio. E c'è la frase da finire. La tortura.

Posted by giuliomozzi at 21.06.03 15:26 | TrackBack
Comments

Come dire che ogni scrittore è una rivenditrice d'olio cui è morto il marito.

Posted by: tasca at 21.06.03 19:27

Giulio, sei un genio! Un abbraccione da Tiz

Posted by: Tiziano Scarpa at 21.06.03 21:05

oh, io sono una romipi ecc. , ma due martedì fa ero a cena con degli amici, uno di loro fa di mestiere il consulente per la creazione di call centers, vi risparmio tutti i dettagli tecnici di come vengono organizzati sti ragazzi, di quante chiamate al giorno debbono fare le telefoniste e di come sono collegate ognuna ad un venditore ed i loro target quotidiani, settimanali, ecc. ecc. e giuliomozzi tu non sei un sadico, sei un burlone. Il mio amico organizzatore/ideatore/ottimizzatore di queste strutture è lui il sadico.
cecilia

Posted by: Cecilia Deni at 21.06.03 23:11

Se il messaggio non l'ha scritto Giulio stesso (bellissimo esempio di autoreferenzialità "dall'esterno", mi verrebbe da dire :-), allora la signora ha colto la palla al balzo, e spera di riuscire a vendergli almeno un racconto (visto che con l'olio le è andata buca)

Posted by: Prometeo at 22.06.03 00:30

mi sento scemo perché se non avessi letto i commenti avrei creduto fosse vero. quasi due anni fa è morta mia madre dopo sei mesi di chemio: per mesi, andando a trovare mio padre a venezia, sentivo l'odore della malattia e della morte aleggiare. ho scritto decine di pagine sul dolore, sul cimitero, sul ricordo, sulla perdita, ecc. una ferita aperta, che ho potuto affrontare solo accettandola.
"... assomiglia all'ingenuità la saggezza..."

Posted by: cristiano prakash at 22.06.03 08:33

Giulio, lo sai che l'olio vergine di Molfetta il paese dove è nata Mina è uno dei più rinomati dell'intera Puglia? Giulio, lo sai che c'abbiamo in casa le lattine da tre litri? Giulio, lo sai che il custode del Busto di Lenin di Cavriago morto qualche anno fa un giorno mi disse: Se i cattolici sentono la voce di Dio tutta la vita e nessuno li prende per pazzi, anche io posso sentire ogni giorno la voce di Lenin. Giulio, lo sai che ogni tanto mia madre sente la voce di mio padre che è morto sul colpo sotto il trattore? Giulio, lo sai che ieri sera Miriam Makeba al tavolo della piazzeria da Giovanni ha cantato una canzone a cappella su una anziana mamma, sulla nostra anziana mamma a cui ognuno di noi deve veramente tutto? Giulio, lo sai che le bruschette con l'olio di Molfetta vengono meglio? Giulio, lo sai che Miriam Makeba ha oltre 70 anni i capelli corti ed è indiscutibilmente un talento? Lo sai che a Miriam piacciono i pepper e anche l'olio ai pepper. Giulio, un abbraccione one one. A presto.

Posted by: calix at 22.06.03 21:07

bravo Giulio, sono orgoglioso di te. Visto che produco un po' d'olio nelle mie fattorie, perché non mi scrivi tu i depliant?

Posted by: umberto eco at 22.06.03 23:50

hai avuto troppa fretta. devi avere più pazienza. perchè hai deciso di bruciare tutto subito? me delusa... ti facevo più bravo ;-)

Posted by: chiaraf at 22.06.03 23:59

Per Umberto Eco. Volentieri. Spero che le fattorie siano in Toscana. L'olio toscano (amaro, pungente) è il mio preferito.

Posted by: giuliomozzi at 23.06.03 09:41

Bravo davvero caro Giulio. Anche perché se fosse davvero la lettera della signora dell'olio saresti stato troppo crudele a pubblicarla...

Posted by: iuri at 23.06.03 09:44

le mail di umberto eco sono come i sosia di Saddam durante i bombardamenti. Anche a me ha scritto una volta.

Posted by: alice at 24.06.03 10:42
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