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BlogNation
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24.06.03

Incontri

1. Ieri cerco Umberto tutto il giorno, senza mai trovarlo. Poi, verso le undici di sera, mi siedo a un tavolino in piazza Duomo, con Mauro. Due minuti dopo Umberto si siede con noi.

2. Venerdì scorso mi arriva a casa il rimborso di una esazione suppletiva non esigibile. In sostanza, in treno mi avevano fatto pagare un supplemento non dovuto (c'è stato un momento in cui Trenitalia aveva diramate ai suoi addetti direttive poco chiare, se non contraddittorie). Io avevo discusso a lungo con il controllore, e poi avevo fatto reclamo. Sabato mattina, in treno, do il biglietto al controllore, e lui mi dice: "E allora, com'è andato il reclamo?". Lo guardo e lo riconosco. Lui ha una faccia un po' da prendere in giro. Apro lo zaino e gli mostro il rimborso (un buono da 8 euro).
3. Due settimane fa torno da Milano a Padova alle undici e mezza (di sera) circa. Sono stanchissimo. Mi metto in coda per un taxi. Accanto a me viene a mettersi in coda S*. Non ci vedevamo da anni. Abbiamo lavorato nella stessa libreria per sette anni. Lui ci lavora ancora. Chiacchieriamo (la coda è lunga). Quando tocca a me, il tassista è Gianluca: anche lui un ex collega della libreria. Saliamo in macchina entrambi e andiamo a farci un gelato in tre.
4. Una volta, Antonella Cilento mi invita a Napoli per un laboratorio. Finito il laboratorio, prendo un treno notturno. Scendo a Parma alle nove di mattina: devo partecipare a un convegno, e poi proseguire per Torino. Alle tre del pomeriggio, finito il convegno, torno in stazione. In sala d'aspetto c'è una signora che legge L'elenco telefonico di Atlantide di Tullio Avoledo. Nell'istante in cui noto la cosa, mi telefona Tullio Avoledo e mi dice: "Mi hanno invitato a fare una presentazione a Parma. Cosa dici, ci vado?". Gli do la solita risposta ("Vedi tu"), parliamo del più e del meno. Annunciano il mio treno. La signora mi si avvicina e mi dice: "Lei è giulio mozzi?". Purtroppo va a Bologna, e la conversazione s'interrompe. Salgo sul mio treno, cerco un posto libero, mi sento chiamare: è Antonella, che sta andando a Chambéry. Faccio il viaggio fino a Torino con lei e Paolo. Due giorni dopo, in viaggio da Torino verso Bologna, mentre chiacchiero con M*, sento una voce nello scompartimento accanto. E' Antonella.
5. G. V. è in assoluto la persona che ho più spesso incontrata in giro. Lui è palermitano, vive e lavora prevalentemente a Torino. L'ho incontrato più volte, casualmente, in stazione ferroviaria a Milano. Una volta ero a Roma per una presentazione alla libreria Mel Books di via Nazionale, nell'attesa di iniziare esco sul marciapiede a fumare una sigaretta, e me lo trovo davanti (lui non sapeva della presentazione, era a Roma per un sol giorno ecc.). Una volta a Padova, al Canton del Gallo: era lì che si guardava intorno, come uno che non sapesse da che parte andare. Una volta, ero a Firenze, lui mi chiama e mi dice: "Ciao, sono a Firenze". In compenso, se ci diamo un appuntamento, in genere succede qualcosa per cui non ci vediamo.
6. In stazione a Firenze, nel marzo scorso. Treni in ritardo pazzesco. Incontro Maria. Lei torna a Padova, io vado a Roma. Mi dice che suo marito è a Roma. Facciamo due chiacchiere. Arriva il mio treno, viaggio, sbarco a Roma. Vado alle macchinette automatiche per fare il biglietto del ritorno. Scelgo quella con meno coda. La persona davanti a me è il marito di Maria.

Posted by giuliomozzi at 24.06.03 10:09 | TrackBack
Comments

Coincindenze. Oppureno? Un mio amico sostiene che le coincidenze non esistano, che tutto faccia parte di un "disegno" divino. Io non sono mica tanto d'accordo, la cosa mi inquieterebbe un bel po'. Perché in questo caso dovrei cheidermi per ogni minima cosa che mi accade, ogni persona incontrata (conosciuta oppure no) quale posto questo evento occupi nel disegno... Però, a pensarci bene anche tutte queste coincidenze mi inquietano - per certi versi - parecchio. E anche un'altra cosa, Giulio: ma come fai a ricordarti tutti questi incontri? Prendi appunti?

Posted by: iuri at 24.06.03 10:31

Ci incontravamo tutti i giorni, quattro anni, Liceo Sannazaro sezione F, lui un anno avanti. Non mi guardava e non guardava le ragazze (non ero bellina), io non guardavo gli studiosi. Poi studiare e lavorare, mai nello stesso luogo. Tre anni fa, ci incontrammo in un seminario, scoprimmo di lavorare con gli stessi prof, non parlammo se non ciao ciao. Due anni fa, seminario, ciao ciao. Ora, seminario, lui vestito di lino blu elettrico, ciao ciao. Lo costringono ad accompagnarmi in un luogo dove non arriverò. In macchina, accanto al suo lino blu, ho capito che mi piace da quando avevo quattordici anni. Ma non viviamo entrambi lì, io avevo già ricominciato ad andare per il mondo, lui ha solo messo una "tacca", forse.

Posted by: Annarita at 24.06.03 12:01

Letto le memorie del presidente Schreber, ultimamente?

Posted by: infingardo non mi firmo at 24.06.03 13:50

Sembra tanto quella catena di coincidenze del "Taccuino" di Paul Auster...

Posted by: Prometeo at 24.06.03 15:12

Be', c'è una persona a cui penso spesso, che mi piacerebbe tanto incontrare 'per coincidenza' e invece non mi capita mai.

Posted by: grazia at 24.06.03 18:42

Ripensandoci... Forse dovrei azzardare un invito per un incontro? Bo... non so. Non lo conosco abbastanza bene...

Posted by: grazia at 24.06.03 18:46

Pensa se avessi incontrato il marito di Maria con un'amante. Questo sì, sarebbe un caso.
Forse, certe volte, attribuiamo noi un significato alle cose, per dare un senso alla nostra vita. Non so se hai letto il libro di Jeffrey Moore, che si intitola Una catena di rose, pubblicato da Marcos y Marcos e che parla proprio della casualità. Se vuoi, te lo presto.

Posted by: emma at 24.06.03 18:51


hmm...:?

Posted by: Meridian at 16.08.05 20:58

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 01:51

really? is that it? :)

Posted by: nu to the net at 03.09.05 10:42
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