Ho ricevuti gli auguri di compleanno da 2 persone via cartolina, da 3 persone qui nel diario, da 5 persone di persona, da 8 persone via telefono, da 23 persone via sms, da 41 persone via posta elettronica. In tutto fanno 82.
Tutte persone che conosco, più o meno (alcune le conosco veramente poco), tranne una, L*, che mi ha scritto per posta elettronica: "Non mi conosci ed è normale".
D'istinto, io penso che il vedersi di persona sia più "intimo" del telefonarsi, il telefonarsi sia più "intimo" del mandarsi sms, il mandarsi sms sia più "intimo" dello scriversi via posta elettronica. Non ho idea del grado di "intimità" fornito da questo diario (non mi ci sono ancora abituato). La cartolina (o il cartoncino spedito in una busta), corrisponde a un grado di "intimità" piuttosto fluttuante, secondo me: a occhio, direi che sta tra il vedersi di persona e il telefonarsi.
In effetti, non ho trovata una corrispondenza tra il grado effettivo di intimità effettiva (il grado di intimità che io ritengo esserci tra me e un'altra persona) e il grado di intimità che tendo ad associare al mezzo.
Sicuramente una persona mi ha telefonato per produrre l'illusione che tra me e lei (che è un lui) ci sia più intimità di quanta ce ne sia effettivamente (nessuna intimità) o di quanta potremmo (lui e io) desiderare che ce ne sia (per quanto mi riguarda, "nessuna intimità" è il mio giusto grado di intimità con questa persona).
Alcune persone hanno usato un mezzo poco intimo per trasmettere un messaggio molto intimo: è il caso di alcune lettere arrivatemi via posta elettronica. Curiosamente, il messaggio dal tono più intimo è arrivato da L*, la persona che non conosco: "ciao giulio, mi pare che oggi sia il tuo compleanno. ti auguro almeno una buona giornata. ti dedico la mia. [...] mi piacciono i compleanni delle persone che mi piacciono: pensare che quel giorno quella persona e' sbarcata sulla terra... percio' ecco la mia mail di augurio". Una lettera molto bella, direi, molto affettuosa. Molto "intima" perché poco formale e molto scritta, ma molto "intima" anche perché chiede nulla e offre molto: "per un giorno penserò a te", dice in sostanza la lettera (anche se io so benissimo che L* penserà a me nei limiti del possibile: avrà pur qualcosa da fare, a cui pensare, durante i 64.800 minuti secondi della giornata - calcolando 6 ore di sonno). Da notare che questa persona non mi ha offerto
Due tra le persone con le quali sono più intimo si sono dimenticate di farmi gli auguri. Non è certo grave. Ma perché una persona intimissima si scorda di dire semplicemente "auguri", e una persona assai poco intima mi scrive una lettera di cinquanta righe?
Teniamo conto di questo: può essere anche un caso. La mia vecchia amica Tale ha avuta una giornata pesante, ha litigato col marito, le è morto il gatto, si è fulminato il televisore, il latte era scaduto, il melone era insipido, le formiche sono ricomparse sull'acquaio: capisco che, se anche le sia venuto in mente, abbia avuta poca voglia di farsi viva.
Però...
No so bene da che parte dovrebbe andare, questo ragionamento. Potrei dire così: non riesco, in generale, a trovare una relazione precisa tra il tenore di intimità di una comunicazione e l'effettiva intimità esistente tra me e la persona che in quel momento comunica con me. Il compleanno e la consuetudine sociale degli auguri sono solo un tornasole: un caso in cui questa non-relazione risulta particolarmente evidente.
Mi domando quante persone abusino della mia intimità.
Quando sono andato a votare, domenica, sul muro della scuola c'era un manifesto che diceva: "ELETTORE, RICORDA", e sotto seguivano delle cose da ricordare. "Ma una volta", mi ha detto Pietro, "agli elettori, non si dava del lei?".
In effetti. (Massimo D'Azeglio, nelle prime pagine dei Ricordi, fa tutto un discorso per spiegare come sia assurdo dare del tu o del voi al lettore; e conclude dicendo [cito a memoria]: "signor lettore, io quindi le darò, italianamente, del lei").
Nella posta elettronica io tendo ad adeguarmi all'uso, quasi generalizzato, di darsi del "tu". A chi mi scrive con il "lei", talvolta rispondo con il "tu" brutale, raramente introduco la formula "potremmo darci del tu", in qualche raro caso rispondo con il lei (si tratta di fare un'ipotesi su come l'altra persona si vive la relazione con me - che magari comincia proprio con quella lettera).
Ci sono persone alle quali do (e dalle quali ricevo) il lei nei faccia-a-faccia, e il tu nella posta elettronica. Ce n'è anche un paio alle quali do (e dalle quali ricevo) il tu nei faccia-a-faccia, e il lei nella posta elettronica (uno di questi due, l'ho scoperto giusto oggi, non era ben sicuro che io mi gestissi da me la mia posta; perciò usava un lei prudenziale, per non incorrere nell'irritazione di una qualche segretaria... (detta una volta per tutte: mi faccio tutto da me, di queste cose; una segretaria, non saprei come mantenerla).
Il tale che mi ha telefonato, e mi ha tenuto mezz'ora al telefono, come se fossimo intimi, cosa che non siamo, io l'ho sentito come un'invasore. E, appena posata la cornetta, ho dimenticato l'intera conversazione. Mi ha fatto molto piacere, invece, la lettera di L*. Ma in verità è L* che mi ha invaso! Perché alla sua lettera ci ho pensato più volte, durante il giorno! Non è vero che L* mi ha dedicato la giornata! L* si è fatto dedicare una giornata da me! Sono ancora qui che ne parlo!
Posso/devo dire che L* ha abusato della mia intimità?
E in questo diario, qualcuno fa abusi? Forse io?
Mah.
Ciò detto: ringrazio chi mi ha augurato nel diario; mi ha fatto molto piacere. Gli anni sono, naturalmente, 43.
ciao giulio, ti domandi quante persone abusino della tua intimità. ma cosa intendi con abuso della tua intimità? insomma, quando ho scoperto questo "blog" e mi è capitato di avere qualcosa da dire, non ci ho pensato su molto, l'ho fatto e basta. mi sembrava che così funzionasse.
ma forse il problema è che sapevo di scrivere a te e non a uno sconosciuto. cioè, forse sì mi sono presa una confidenza che non avrei dovuto. che di fatto non c'è. insomma il fatto che ci si conosca rende la cosa più delicata. forse il "blog" funziona bene, senza invasioni, solo se frequentato da persone che non si conoscono.
Ma questo, cara Monica, è paradossale. Ed è un segnale: significa che le regole dell'intimità funzionano in maniera bizzarra. * Nulla di ciò che hai scritto io l'ho sentito come "invasione".
Ciao.
82 auguri. E non sei contento?
Posted by: Placida at 18.06.03 22:43