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30.05.03

Dormi?

Il messaggio delle sette e trentaquattro dice: "Dormi?". No, non dormivo, ero sotto la doccia. Ci vedremo più tardi. Con le persone amiche si possono prendere appuntamenti a orari bizzarri: le sei o le sette di mattina, mezzanotte, le quattordici e zerocinque. Gli amici mi telefonano, il più delle volte, la mattina prima delle dieci. Sanno che dopo le dieci il mio telefono comincia a suonare per lavoro. In effetti, di solito io alle sette sono già seduto al tavolo che lavoro; nei mesi caldi, anche alle sei. Così c'è una zona della mia giornata in cui faccio il lavoro mio, più mio, e in quella zona gli amici sanno di potermi telefonare e trovare; e c'è una zona della giornata in cui faccio il lavoro di cui campo, nella quale gli amici non mi telefonano (e mi telefonano tutti gli altri, naturalmente). Non che il lavoro di cui campo sia un brutto lavoro. Tutt'altro. E' che in quella zona della giornata gli amici non osano entrare. Tra le sette e le dieci scrivo i miei racconti, e gli amici non si fanno scrupolo di interrompermi (il che a me fa piacere). Tra le dieci e le sette (di sera) mi occupo di libri altrui, di conferenze, di revisioni, di laboratori, e chiunque (tranne gli amici) si sente in diritto di interrompermi. Avere un lavoro cosiddetto creativo, in sostanza, non modifica i tempi del lavoro. All'incirca. Non so se è di questo che volevo parlare. Posted by giuliomozzi at 30.05.03 09:38 | TrackBack
Comments

ancora due commenti e me ne vado a dormire

Posted by: radiocatalin.clarence.com at 02.11.03 23:39

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 03:10
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